
DUCA: (a Sparafucile) Due cose, e tosto...
SPARAFUCILE:Quali?
DUCA: Una stanza e del vino...

DUCA:
La donna è mobile
qual piuma al vento,
muta d'accento e di pensiero.
Sempre un amabile
leggiadro viso,
in pianto o in riso, è menzognero.

È sempre misero
chi a lei s'affida,
chi le confida mal cauto il core!
Pur mai non sentesi
felice appieno
chi su quel seno non liba amore!

DUCA:
Un dì, si ben rammentomi,
o bella, t'incontrai...
mi piacque di te chiedere,
e intesi che qui stai.
Or sappi, che d'allora
sol te quest'alma adora.

MADDALENA:
Ah, ah!... e vent'altre appresso
le scorda forse a desso?
Ha un'aria il signorino da vero libertino...
Scherzate voi, signore.

RIGOLETTO: (a Gilda che avrà tutto osservato ed inteso)
E non ti basta ancor?
GILDA: Iniquo traditor!

DUCA:
Bella figlia dell'amore,
schiavo son de'vezzi tuoi;
con un detto sol tu puoi
le mie pene consolar.

Vieni e senti del mio core
il frequente palpitar.
Con un detto sol tu puoi
le mie pene consolar.

MADDALENA:
Ah! ah! rido ben di core,
chè tai baje costan poco,
quanto valga il vostro gioco,
mel credete so apprezzar.
Sono avvezza, bel signore
Ad un simile scherzar.

RIGOLETTO: Venti scudi hai tu detto?... Eccone dieci;
e dopo l'opra il resto.
Ei qui rimane?
SPARAFUCILE: Sì.

RIGOLETTO: Alla mezzanotte ritornerò.

SPARAFUCILE: La tempesta è vicina!...
più scura fia la notte.
DUCA: (per prenderla) Maddalena...
MADDALENA: (sfuggendogli) Aspettate... mio fratello viene...

MADDALENA: È amabile in vero cotal giovinotto!
SPARAFUCILE: Oh sì, venti scudi ne dà di prodotto.
MADDALENA: Sol venti?.. son pochi!.. valeva di più.
SPARAFUCILE: La spada, s'ei dorme, va... portami giù.
MADDALENA: Somiglia un Apollo quel giovine... io l'amo...
ei m'ama...riposi... nè più l'uccidiamo.

GILDA:
Che! piange tal donna!.. N'è a lui darò aita!..
Ah, s'egli al mio amore divenne rubello,
io vo'per la sua gettar la mia vita...

MADDALENA:
Su, spicciati. presto, fa l'opra compita
anelo una vita con altra salvar.

SPARAFUCILE:
Ebbene... son pronto, quell'uscio dischiudi;
più ch'altro gli scudi mi preme salvar.

MADDALENA:
Su spicciati, presto fa l'opra compita
Anelo una vita - con l'altra salvar.


GILDA:
Ah! presso alla morte, sì giovine, sono!
Oh ciel, per gl'empi ti chieggo perdono!
Perdona tu, o padre, questa infelice! ...
Sia l'uomo felice - ch'or vado a salvar.

SPARAFUCILE:
Bene.. son pronto quell'uscio dischiudi;
più ch'altro gli scudi mi preme salvar;


RIGOLETTO:
Della vendetta alfin giunge l'istante!
da trenta dì l'aspetto
di vivo sangue a lagrime piangendo,
sotto la larva del buffon...

SPARAFUCILE:
Sostate.
(rientra e torna trascinando un sacco)
è qua spento il vostr'uomo!..
RIGOLETTO:
Oh gioja!.. Un lume!..
SPARAFUCILE:
Un lume?.. No, il danaro.
Lesti, all'onda il gettiam...
RIGOLETTO: (gli dà una borsa)
No... basto io solo.

RIGOLETTO:
Egli è là!.. morto!.. oh sì!.. vorrei vederlo!
ma che importa!.. è ben desso!.. Ecco i suoi sproni!..
Ora mi guarda, o mondo!..
Quest'è un buffone, ed un potente è questo!

Ei sta sotto i miei piedi!.. è desso! oh gioja!..
è giunta alfine la tua vendetta, o duolo!..
Sia l'onda a lui sepolcro,
un sacco il suo lenzuolo!.. All'onda! all'onda!

RIGOLETTO:
Qual voce!.. illusion notturna è questa!..
Chi è mai, chi è qui in sua vece?..
Io tremo... è umano corpo!..
Mia figlia!.. Dio!.. mia figlia!..
Ah, no!.. è impossibil!.. per Verona è in via!..
Fu vision!.. è dessa!..

RIGOLETTO:
Chi t'ha colpita?..
GILDA:
V'ho l'ingannato... colpevole fui...
l'amai troppo... ora muojo per lui!..

RIGOLETTO: (da sè)
(Dio tremendo! ella stessa fu côlta
dallo stral di mia giusta vendetta!)

RIGOLETTO:
Non morir... mio tesoro, pietade...
se t'involi qui sol rimarrei...
non morire, o qui teco morrò!..

GILDA:
Ah, ch'io taccia!.. a me... a lui perdonate!..
benedite... alla figlia... o mio padre..
lassù... in cielo, vicina alla madre...
in eterno per voi ... pregherò.

Angiol caro, mi guarda, m'ascolta...
parla, parlami, figlia diletta!

GILDA:
Non più... A lui... perdonate...
mio padre... Ad... dio!

RIGOLETTO:
Gilda! mia Gilda! è morta!..
Ah! la maledizione!!
